2 minuti per la lettura
E’ un maschietto il neonato trovato morto in uno zaino a Villa San Giovanni; fermata la madre, è una minore del posto
VILLA SAN GIOVANNI – Sembrerebbe in parte risolta la vicenda del neonato (inizialmente si era pensato fosse una bambina) trovato senza vita domenica mattina all’interno di uno zainetto abbandonato tra gli scogli del litorale di Villa San Giovanni.
Ieri sera, infatti, le forze dell’ordine avrebbero chiuso il cerchio fermando la madre del piccolo, una giovanissima di Villa San Giovanni. Ad occuparsi del caso sono stati sia la Polizia che i carabinieri, coordinati dalla Procura ordinaria e dalla Procura dei minorenni con i magistrati di turno Tommaso Pozzati e Giuseppe Creazzo.
CERTEZZA SUL SESSO DEL BIMBO, DA STABILIRE LA CAUSA DEL DECESSO
C’è certezza sul sesso della vittima, si tratta di un bambino. I tratti somatici e il colorito del bambino avevano tratto in inganno pescatori e soccorritori, facendo pensare a una femminuccia. I bimbo era stato partorito da pochissimo (aveva ancora il cordone ombelicale) da una ragazzina italiana.
A 24 ore dal tragico ritrovamento, dunque, sembrerebbe essere arrivata la svolta sul caso che ha tanto sconvolto la comunità villese. Svolta che sarebbe giunta a margine di una riunione nella sede del Commissariato di Villa San Giovanni, dove il team di investigatori ha fatto il punto della situazione attraverso una valutazione complessiva di tutti gli elementi raccolti.
Il tutto nell’attesa dell’esito dell’autopsia, non ancora eseguita, sul corpo del neonato, che domenica pomeriggio era stato trasportato presso la camera mortuaria del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria.
Restano certamente degli interrogativi da risolvere, a cominciare dal momento e dalla causa del decesso; se questo sia avvenuto prima, per cause naturali o intenzionali, o dopo che il piccino venisse collocato in un sacco dell’immondizia, a sua volta racchiuso in uno zaino, poi lasciato in mezzo alla scogliera.
IL SALUTO DELLA SINDACA CAMINITI
Un caso difficile non solo punto di vista investigativo ma anche e soprattutto da quello umano, vedendo protagonisti due minori: madre e figlio. Intanto, continuano le manifestazioni d’affetto e commozione per la tragica fine del neonato. Anche ieri, in apertura del Consiglio sul Ponte sullo Stretto, la sindaca Giusy Caminiti ha riservato un dolce ed emozionato saluto al piccolo, annunciando che in sua memoria sarà celebrata una Santa Messa.
Non solo, la sindaca si è lasciata andare a una riflessione esprimendo un senso di tristezza per il «fallimento delle comunità», ed evidenziando «la solitudine di una donna che andava accompagnata nei 9 mesi di gravidanza». Ha continuato parlando di “Viola”, il nome scelto dall’amministrazione comunale per la vittima, non sapendo ancora che invece era un maschietto. Eppure, le sue parole lasciavano quasi presagire che da lì a qualche ora sarebbe stata fermata la madre del piccolo.
COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA
Perché? Perché, ancora nel 2024 succede tutto ciò?
In che mondo, stiamo vivendo? È impossibile aprire un giornale, accendere la tv, il computer, guardare il telefono! Non trovi altro che omicidi, violenza, guerra… Ma, che un povero innocente, venga buttato come spazzatura, è davvero il colmo! Questa bambina che lo ha partorito, non ha una famiglia? Non credo abbia lei fatto questo scempio… Se ci fosse una vera legge, chi ha sbagliato, non dovrebbe vedere più la luce del sole. Povera bambina! Avrà per sempre questo dolore nel suo cuore.