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Cgil, Cisl, Uil, Unsa e Flp hanno proclamato lo stato di agitazione del personale delle Dogane nel porto di Gioia Tauro
«Gravi e le forti perplessità e preoccupazioni in merito ai contenuti richiamati nella nuova riorganizzazione».
Su queste basi, le segreterie provinciali di Cgil, Cisl, Uil, Unsa e Flp, hanno proclamato lo stato di agitazione del personale delle dogane del porto di Gioia Tauro.
La nuova riorganizzazione, secondo i sindacati, penalizzerebbe il presidio delle Dogane gioiesi.
PROCLAMATO STATO DI AGITAZIONE PERSONALE DOGANE AL PORTO DI GIOIA TAURO
L’Agenzia vuole procedere ad una riforma giudicata «incomprensibile, rinunciando a riconoscere l’attuale ruolo del Porto di Gioia Tauro, voluto fino ad oggi a presidio della legalità».
I dipendenti delle Dogane di Gioia Tauro sottolineano «forte perplessità e preoccupazione circa le fondate motivazioni per cui una struttura strategica per il sistema Paese. La struttura verrebbe inopinatamente smantellata e conseguentemente degradata.
Nel contempo le vengono attribuiti ulteriori compiti (accise e giochi) e nuove competenze sui territori limitrofi (Provincia di Vibo Valentia, Rosarno e San Ferdinando). Attualmente di competenza dell’Ufficio delle Dogane di Reggio Calabria».
PERSONALE DOGANE, I SINDACATI: «RIFORMA INCOMPRENSIBILE»
«I lavoratori – affermano i sindacati – consapevoli che la riforma in fieri, elaborata, per altro, con il supporto di algoritmi, non può trovare il loro consenso.
Una struttura così complessa da tutti riconosciuta strategica anche per i notevoli risultati di eccellenza. Nel contrasto all’importazione illegale di cocaina e merce contraffatta, possa subire una metamorfosi che coinvolgerebbe l’attuale esiguo organico operante.
Con l’aggravio di ulteriori obiettivi gravosi che andrebbero ad incidere negativamente sull’attività svolta in ambito portuale».
«ENNESSIMA BEFFA», I SINDACATI SULLA RIFORMA DEL PERSONALE
«Ennesima beffa – scrivono i sindacati – perpetrata a danno della struttura attualmente operante. Pur dovendo garantire gli obiettivi primari assegnati e le specifiche e complesse attività correlate alla movimentazione delle merci internazionali, dovrebbe farsi carico di nuove attività esterne, da svolgere in territori anche viciniori, per i quali sarebbe necessario un congruo numero di personale debitamente formato.
A fronte di questo, la struttura Doganale invece di mantenere l’attuale prima fascia dirigenziale verrebbe penalizzata con l’attribuzione di ufficio Dirigenziale di seconda fascia».
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