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Caso Acta: tanti dubbi sulle dimissioni; La rinuncia di Napolitano alimenta sospetti sull’amministrazione Telesca. Galella (DfI) chiede un consiglio ad hoc. La Cisl vuole un incontro al sindaco


POTENZA – Le dimissioni di Maurizio Napolitano dalla guida dell’Acta – la società che si occupa della nettezza urbana per il Comune di Potenza – sta agitando le acque politiche del capoluogo. A cominciare dal consigliere di Fratelli d’Italia, Alessandro Galella, che chiede di convocare un consiglio comunale straordinario dedicato esclusivamente alla situazione dell’Acta.
Il gesto di Napolitano, come dice in una nota Galella, «solleva interrogativi importanti che necessitano di risposte chiare e tempestive. È fondamentale che il sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, fornisca al più presto chiarimenti sulle motivazioni che hanno portato a questa decisione. L’Acta svolge un ruolo cruciale nell’equilibrio economico del Comune, garantendo servizi essenziali per il capoluogo di regione».

Per Galella il consiglio straordinario «sarebbe un’importante occasione per comprendere l’attuale stato della municipalizzata e per ascoltare le prospettive future che il sindaco intende perseguire».

L’esponente di FdI pone una serie di domande: «Qual è la situazione economica dell’Acta? Quanti cittadini di Potenza non pagano la tassa sui rifiuti e qual è l’importo non versato negli ultimi tre anni? A che punto è l’ottimizzazione dell’elenco degli utenti dell’Acta? Quali somme sono state recuperate dalla società affidataria e dai cittadini morosi, e quanto resta ancora da recuperare? Quali risultati hanno prodotto le indagini sull’assenteismo nella municipalizzata? Che fine hanno fatto i circa 900 mila euro stanziati dall’assessore regionale all’Ambiente Gianni Rosa per migliorare la raccolta differenziata nelle contrade? A che punto sono i lavori e i finanziamenti per la struttura di Vallone Calabrese? Come sono stati utilizzati i 6 milioni di euro provenienti dai ristori ambientali del petrolio, destinati dall’allora assessore Rosa al Comune di Potenza per migliorare il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti?».

«È evidente che un’Acta efficiente è fondamentale per garantire la salute del Comune di Potenza. Pertanto, i Fratelli d’Italia di Potenza chiedono al Sindaco Telesca di fare immediatamente chiarezza su tutte queste questioni», conclude.
Intervengono anche il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo e il segretario generale della Fit Cisl Basilicata Sebastiano Colucci che pretendono chiarezza e sollecitano un confronto urgente con il sindaco di Potenza.

Dicono Cavallo e Colucci: «Le improvvise dimissioni dell’amministratore unico gettano un’ombra preoccupante sul futuro dell’Acta e ci interrogano sulle intenzioni che l’amministrazione comunale, quale azionista della società municipalizzata, ha per il futuro. Dal sindaco Telesca vogliamo sapere come intende agire per recuperare la precaria situazione finanziaria della società salvaguardando la continuità di un servizio essenziale per la comunità potentina, i posti di lavoro e il reddito di 150 famiglie. Sappiamo che a fronte di una esposizione debitoria di 14 milioni di euro, l’Acta vanta crediti per ben 13 milioni di euro di tasse non corrisposte».

Anche i due sindacalisti pongono alcuni quesiti: «Come si è arrivati a questa situazione? E perché l’amministrazione non agisce per recuperare tali crediti? Sono domande legittime che giriamo volentieri all’indirizzo del sindaco di Potenza perché riteniamo che la complessa situazione gestionale dell’Acta debba essere risolta in sede politica perché è squisitamente politica la scelta di agire o non agire sulle tasse non corrisposte per la raccolta dei rifiuti. Per questo riteniamo non più differibile la convocazione di un tavolo di confronto per fare chiarezza sulla strategia che si intende mettere in campo per affrontare e risolvere la situazione. Strategia che, per quanto riguarda la Cisl e la Fit Cisl, non può contemplare l’attacco ai diritti dei lavoratori e delle loro famiglie che difenderemo a spada tratta».

«Oggi – concludono i due esponenti Cisl – servono scelte responsabili in grado di restituire un sano equilibrio gestionale all’Acta e un servizio efficiente ed efficace ai cittadini di Potenza».

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