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«Non è più tempo di utilizzare le società partecipate dal pubblico per sistemare equilibri politici, non possiamo più permettercelo. E poi perché non cominciare a fare del pubblico un servizio competitivo?»
Silvio Ascoli è il nuovo direttore generale dell’Acta, la società per azioni a totale capitale comunale che si occupa della raccolta rifiuti nella città di Potenza. È stato nominato, con altri funzionari comunali, nella dirigenza di un azienda, spesso usata per sistemare gli equilibri di posti e postazioni della politica locale.
Da alcuni mesi, via il cda di nomina politica.
La nuova dirigenza spiega di avere alcuni obiettivi: a giugno, per esempio, dovrebbe partire la sperimentazione della raccolta porta a porta.
«La logica è sempre la stessa: basta con l’idea che i servizi complessi siano solo per i privati. Potremmo, per esempio, realizzare un piccolo impianto di messa in riserva di rifiuti non pericolosi, dove stoccare a un primo livello materiali come gli imballaggi. Magari raccogliendo anche da altri comuni».
Significa diverse cose:
- non farsi stritolare più dal circuito gestito interamente dai privati, che dettano prezzi e condizioni dello smaltimento;
- dare alla scelta fatta anni fa di trasformare la municipalizzata in una spa a totale capitale pubblico un po’ di senso;
- smettere di esternalizzare servizi, magari risparmiare, o semplicemente offrire un servizio migliore).
Il punto, però, è capire se l’amministarzione (questa e la prossima che si insedierà tra pochi mesi) sarà pronta a sostenere l’idea, se sarà pronta a sostenere l’azione pubblica, se sarà capace, soprattutto, di difendere uno dei servizi pubblici più delicati da meccanismi di relazioni e interessi politici.
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