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BUONGIORNO Presidente Mattarella, buona Festa del Lavoro e benvenuto in Calabria. La sua presenza qui, alla vigilia di un Primo Maggio difficile e pieno di incognite per il Paese e per il mondo intero, è per noi del Quotidiano del Sud un motivo di speranza e ottimismo. E credo lo sia per tutti i cittadini di questa Regione. Perché la sua, Presidente, è una visita piena di significati importanti: vuol dire che nella giornata del Lavoro, la Calabria e i suoi molti problemi sono nel suo cuore e nella sua mente. Ma vuol dire anche che qui ci sono cose buone e belle che vale la pena di venire a vedere e celebrare.

Perché questo è comunque un giorno di festa per tutti. La sua scelta di visitare due aziende all’avanguardia nel mondo dell’agricoltura come la Gias di Mongrassano (surgelati) e la Assolac/Granarolo di Castrovillari (latte) conferma una delle caratteristiche positive della Calabria, regione all’avanguardia nelle produzioni agricole attente al bio e alla sostenibilità, capaci di utilizzare al meglio tecnologie molto avanzate.

Perché, vede presidente Mattarella, la Calabria (con tutti i limiti che diremo) è ricca di persone e aziende capaci di proiettarsi avanti e con una visione. Penso ai treni futuristici che escono dalla Hitachi di Reggio, alla Entopan di Catanzaro, alla Callipo, alla NTT Data, all’editore Rubbettino solo per citarne alcune in settori diversi. E questo guardare al futuro deriva anche dall’esistenza in Calabria di Università (Unical a Cosenza, Magna Graecia a Catanzaro e Mediterranea a Reggio) capaci di formare giovani ai livelli più alti nelle discipline d’avanguardia. Molti di questi giovani se ne vanno, ma non è più e non è solo una fuga migratoria: se ne vanno come tanti altri ragazzi e ragazze italiani che girano il mondo a cercare fortuna. Perché sono bravi e chiedono alla vita qualcosa di più. Molti restano o ritornano e sta a noi metterli in condizione di poter sviluppare in questa terra bellissima idee e imprese che creano e danno lavoro. Certo, anche qui il lavoro manca o è spesso a rischio. Anche qui il lavoro è precario come nel resto del Paese.

Ma questa generazione non teme tanto la precarietà (c’è abituata e sa affrontarla) quanto i fallimenti che spezzano sogni e distruggono esistenze. Vederla qui, ci permette di chiedere a chi governa il Paese un occhio di attenzione e riguardo a queste tematiche. Senza tralasciare la durissima questione degli infortuni e delle morti sul lavoro. Ma noi che, ogni giorno, dobbiamo raccontare sul giornale quello che succede, sentiamo l’obbligo di sottoporre alla sua attenzione almeno altri tre temi: la Sanità, l’autonomia differenziata e il Ponte sullo Stretto.

La Sanità, Presidente Mattarella, è allo stremo in una Calabria che da 14 anni cerca di affrontarla attraverso il commissariamento del sistema. Il solo fatto di essere commissariati costa ai calabresi cento milioni in più di tasse all’anno. Sappiamo che il Commissario Roberto Occhiuto lavora tanto e non si tira indietro, ma la sensazione è che, ormai il sistema generale si sia adagiato sul fatto che i calabresi vanno a curarsi (quando, ma non solo, la questione è seria) in altre regioni. Questo genera una spesa di 250 milioni annui che, ogni tanto, sembra convenga a troppi (qui e altrove) mantenere. Dalla Calabria, signor Presidente Mattarella, si vede chiaramente che la nostra Riforma Sanitaria costruita faticosamente nel 1978, è vicina al collasso. Ed è triste pensare che se oggi crollasse o sparisse, non avremmo la capacità politica (né la forza in Parlamento) per rifarla. E, purtroppo, l’autonomia differenziata, sembra appalesarsi come un altro macigno anche e non solo sul nostro sistema sanitario. A tutti è chiaro che, se questa legge passerà, il Meridione non potrà più sperare di colmare il gap con il Nord del nostro Paese.

Lo sappiamo che non è a lei che dobbiamo rivolgerci per questa battaglia. Ma volevamo dirle che la faremo (anche dal punto di vista dell’informazione) e che speriamo lei possa vederla di buon occhio. La questione del Ponte, infine. Questo giornale, allo stato, non si schiera né a favore né contro. Vede la bellezza dell’opera, il valore ingegneristico e l’investimento ingente che porta lavoro. Ma vede anche l’impatto ambientale, ascolta la voce di chi vuole attenzione e si chiede se davvero valga la pena. E ascolta anche il ragionamento di chi ci chiede se ha senso un ponte così in fondo a una regione le cui strutture e infrastrutture viarie e ferroviarie non sono decisamente all’altezza. Tutti questi pro e questi contro racconteremo e speriamo che il Paese, sotto la sua prudente guida, sappia scegliere la cosa giusta.

Non c’è bisogno che le raccontiamo le nostre battaglie contro la ‘ndrangheta e il nostro impegno a perpetrare la memoria di migliaia che hanno perso la vita per mano delle cosche e non hanno avuto né giustizia né risarcimento. Non c’è bisogno di dirle che, per quanto ci è possibile, vogliamo sorvegliare e salvaguardare il nostro territorio anche se e quando impianti eolici di grandi dimensioni lo brutalizzano dando vita a una bilancia energetica negativa per la Calabria che produce tanta elettricità e non ne ha vantaggi, anzi, paga bollette più salate. C’è bisogno, invece, di ringraziarla ancora per questa visita e di garantirle il nostro impegno per un’informazione libera e attenta.

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