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Violenza di genere: il progetto del Cipm Puglia in collaborazione con le questure di Bari e Andria per prevenire le recidive.
BARI E ANDRIA – Ascoltare, dialogare, comprendere. Sono questi i tre pilastri del percorso che il Cipm Puglia (Centro italiano per la promozione della mediazione) porta avanti in collaborazione con le questure di Bari e Andria per prevenire le recidive nei casi di violenza di genere. Un progetto innovativo che punta a intervenire sugli ammoniti, ovvero coloro che hanno ricevuto un provvedimento amministrativo per atti di violenza, prima che la loro condotta sfoci in reati più gravi.
Violenza di genere, il progetto del Cipm Puglia per prevenire le recidive: un percorso psico-criminologico per il cambiamento
Attraverso un percorso “psico-criminologico”, gli ammoniti vengono ascoltati, accompagnati in un’analisi critica dei propri comportamenti e seguiti nel tempo per verificare l’efficacia dell’intervento. Il percorso avviato dagli operatori del Cipm Puglia è strutturato in almeno sette incontri distribuiti in più mesi. Non si tratta di un semplice ascolto, ma di un vero e proprio lavoro di rielaborazione degli eventi. Gli ammoniti vengono guidati in un’analisi delle proprie azioni, affinché comprendano la gravità dei comportamenti assunti e le conseguenze delle loro scelte. «È un lavoro complesso ma gratificante – spiega Stefania Ciocchetti, presidente del Cipm Puglia – la prima soddisfazione è il semplice fatto che un ammonito si rivolga a noi, significa che siamo riusciti ad agganciarlo. Poi però va iniziato il percorso vero e proprio, che parte dal fatto che ha causato l’ammonimento».
Il team del Cipm è composto da professionisti con competenze diverse: psicologi, avvocati, criminologi, mediatori e educatori. Insieme, creano un ambiente che permette agli ammoniti di riflettere e, potenzialmente, cambiare. Ma il percorso non finisce con gli incontri: il monitoraggio continua attraverso telefonate e feedback per verificare i progressi e scongiurare eventuali ricadute.
I numeri e le sfide del progetto
Dal 2021, anno di avvio del progetto con le questure di Bari e Andria, sono stati circa 200 gli ammoniti segnalati al Cipm Puglia. Secondo i dati raccolti, le recidive si sono dimostrate estremamente rare, un segnale positivo dell’efficacia del programma. Tuttavia, il vero successo si misura nel lungo termine, e per questo il monitoraggio resta fondamentale.
La violenza di genere resta un fenomeno preoccupante. Nel solo inizio del 2025, le ammonizioni emesse dalla questura di Bari sono state già 17, in aumento rispetto all’anno precedente. Di questi ammoniti, solo due o tre hanno rifiutato di partecipare al percorso del Cipm. Numeri che evidenziano quanto sia cruciale il lavoro di prevenzione per spezzare il ciclo della violenza prima che si trasformi in tragedia.
Una strategia che guarda al futuro
L’approccio del Cipm Puglia rappresenta un modello di giustizia riparativa che punta a evitare la stigmatizzazione degli ammoniti e a offrirgli una via di cambiamento. Un’alternativa che non sostituisce la punizione, ma lavora sulla prevenzione, cercando di intervenire prima che la violenza si ripeta. Il successo del progetto dimostra che un percorso di consapevolezza può fare la differenza.
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